LA NOSTRA STORIA

Il cortile nel 1978


Vi vogliamo raccontare una storia bella del quartiere S. Zeno in Treviglio, dove noi abitiamo.
Qui c’è una casa che si chiama Oratorio.
E’ una casa antica, una volta era una cascina dove abitavano tante famiglie; ora ci siamo noi, è la nostra seconda casa.
E’ una casa senza porte: tutti possono entrare e tutti possono uscire. Le finestre sono sempre aperte per far entrare la luce del sole che riscalda e dà vita; per contemplare le stelle che brillano sempre nel cielo buio e custodiscono il segreto della notte per vedere quello che succede sulla strada dove la gente vive, soffre, lavora, gioisce e muore...
Qui ci sono persone che ti accolgono per quello che sei e non per quello che hai.
Qui ci si chiama per nome, perché ognuno di noi ha un nome bellissimo e tutti i nostri nomi sono scritti nel cielo.
Qui è possibile chiamarsi amici, vivere rapporti belli, veri, gratis. Qui anche tu sei una Parola di festa. Qui c’è una Parola che fa luce, che illumina i passi: è la Parola vera, perché è di Dio.
Qui si gioca la gioia perché nessuno può essere felice da solo. Qui sono tutti in campo e nessuno va in panchina perché la tua gioia di giocare è uguale alla mia
Qui i volti sono rivolti, perché se un volto non è rivolto non è un volto.
Qui tutti corrono con gli ultimi per costruire un mondo colorato più giusto, più fraterno, più vivibile per tutti
Qui si pensa, si discute, ci si confronta in assemblea: tutti devono dare il proprio contributo per cercare quella verità che rende davvero liberi.
Qui le persone vengono e vanno perché ognuno viene per poi andare.
Quando uno va porta sempre via con sé qualcosa che qui trova, ma non ruba, perché quello che si porta via dall’oratorio, arricchisce l’oratorio.
Il cortile nel 1994
Qui tutti sono aiutati a dar il meglio di sé: non trovano spazio i prepotenti, né i buontemponi, né quelli che cercano i propri interessi, né quelli che vogliono vincere sempre ad ogni costo..., perché tutti sono uguali, ma tutti sono diversi: nessuno è nessuno, ma ognuno è qualcuno.
Qui si canta, si balla, si danza la vita, perché ognuno deve uscire dal suo privato e scoprire l’altro, per custodirlo nella sua alterità e rispettare il mistero inviolabile della sua persona.
Qui si segue la logica della divisione, non della moltiplicazione, perché nessuno dice suo quello che possiede, ma tutto è con-diviso: le cose più belle e più importanti della nostra vita sono quelle che si moltiplicano, con- dividendole.
Qui si guarda sempre il cielo, perché il cielo è sempre più grande della terra. E’ la grande parabola che abbraccia tutta la nostra vita dove abita il Padre.
Qui si capisce perché nel cielo si accendono quelle stelle che nessuno mai più riesce a spegnere.
Hanno volti e nomi che noi conosciamo e brillano sempre su tutti noi.
Qui ci sono tante altre cose che non si vedono ad occhio nudo,
perché sono nascoste e custodite gelosamente nel segreto del cuore di tante persone che da qui sono passate. fanno parte di quel tesoro che nessun ladro può più rubare, né la tignola arrugginire.
Qui... qui... qui... ognuno può continuare questa storia bella........
La grappolfiera 2011

Questa è la storia bella del nostro oratorio:
è una storia che viene prima di noi, 
è incominciata nel mese di ottobre dell’anno 1978;
è una storia che altri ci hanno consegnato;
è una storia che noi vogliamo consegnare a chi viene dopo di noi….
perché è una storia bella, una storia che rende bella la vita!

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